venerdì, 02 ottobre 2009

Il sole nel deserto

 

 

 

 

Il sole nel diserto picchia convinto sulla mia testa. Respiro solo sabbia, sospinta dal vento. Intorno solo il silenzio dell’assenza di vita, anche se c’è vita benché non la veda. Mi pugnala la schiena con il suo fare arrogante, anche se mi picchia da distante. Gli servono otto minuti per mandarmi i suoi saluti sotto forma di raggi. La mia testa e i suoi ingranaggi che non voglio fare girare, questo sapore nella bocca che è acido come il limone. Sento ogni goccia che mi cola dalla testa, ci vorrebbe una finestra almeno ci sarebbe una casa dove potersi riparare. Ma cammino da solo, con il sole che picchia. Ora avrei soltanto voglia, ma di farti male. Quel male sottile che non sai distinguere dal piacere. Vorrei almeno un bicchiere, per potermi dissetare. Metafora strana questa sera, sembra un deserto e si parla d’amore.

 

 

ciao

 

Fabio
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venerdì, 02 ottobre 2009

Il sole nel deserto

 

 

 

 

Il sole nel diserto picchia convinto sulla mia testa. Respiro solo sabbia, sospinta dal vento. Intorno solo il silenzio dell’assenza di vita, anche se c’è vita benché non la veda. Mi pugnala la schiena con il suo fare arrogante, anche se mi picchia da distante. Gli servono otto minuti per mandarmi i suoi saluti sotto forma di raggi. La mia testa e i suoi ingranaggi che non voglio fare girare, questo sapore nella bocca che è acido come il limone. Sento ogni goccia che mi cola dalla testa, ci vorrebbe una finestra almeno ci sarebbe una casa dove potersi riparare. Ma cammino da solo, con il sole che picchia. Ora avrei soltanto voglia, ma di farti male. Quel male sottile che non sai distinguere dal piacere. Vorrei almeno un bicchiere, per potermi dissetare. Metafora strana questa sera, sembra un deserto e si parla d’amore.

ciao

Fabio
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venerdì, 11 settembre 2009

In un istante di vita

(Ascoltoltando questa bella canzone)


 


 

 

Tutto fluisce in un istante di vita, infinita possibilità di ribaltare ogni cosa vicina o distante. Un sentire nascente che cambia la tua vita, fatta costruendo con poca pazienza e molta poca fatica. Il lavoro delle tue dita a plasmare la tua materia, in profondo come solo solide fondamenta. Non ci sarà tormenta a fare tremare la tua meravigliosa casa il tuo ricco castello che edifichi pietra dopo pietra. Solo tu sai come costruire la tua tana, non c’è amicizia che sia lontana davvero. La distanza si colma con un solo pensiero e non sono chilometri ne delusioni a precludere le vere emozioni. Chiudi gli occhi, riaprili e guardati nello specchio. Sei tu in tutta la tua meraviglia in tutte le tue immense potenzialità. Decidi quello che vuoi, decidi dove vuoi andare. Non c’è nulla che ti può fermare ognuno ottiene quello per cui sa lottare. Un passo, un altro e un altro ancora. Quello che conta è fare ogni giorno un passo avanti e ogni passo s’accorcia il tuo cammino. Ma non siamo soli, se lo sai guardare ci sono molte mani che attendono le tue mani. Camminiamo insieme?

ciao

FAbio
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martedì, 01 settembre 2009

Parlami

ascoltando: http://www.youtube.com/watch?v=8CsRJh0xd0A

 

http://fabioricci.deviantart.com/art/Little-big-trouble-135320693



 

Un piede davanti all’altro pensieri almeno un miliardi. Il silenzio circonda ogni mio sguardo. La musica rallenta nella mia testa, una luce illumina una stanca finestra di dare sempre sullo stesso cortile. Un solido divenire un passo tracciato, uno che si alza quando l’hanno chiamato. Lontano il tempo in cui era tutto facile, in cui l’indulgenza era il mondo delle favole. Lontano il richiamo di quella spontanea baldanza, non averne mai abbastanza ogni cosa poteva dilatarsi fino a volare lontano. Un sogno o un desiderio, qualsiasi amore. Posso averne ancora di pensieri leggeri, di aperti sentieri di tutto da potere realizzare tutto ancora da scoprire e vedere. Si apre questo accordo e diventa maggiore, mi suona nel cuore riportandomi indietro dove sono partito. Solo, trafitto e tradito nell’antro più profondo del cuore. Lasciami solo, divento trasparente non mi importa niente nemmeno della gente che passa e mi guarda distratta. Ogni cosa fatta porta il suo peso che nessuno potrà mai cambiare. Apri la vita fin dove la vuoi portare, la fortuna è bendata e gira a caso la sua benevolenza. Non premia merito ne intraprendenza, non vede soluzione ne arde di passione. Ma questa è la tua battaglia, è la tua guerra e non vuoi restare con le ginocchia per terra. Ti prego parlami, raccontami la tua storia. Da dove vieni e dove vuoi andare?


ciao


Fabio
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giovedì, 20 agosto 2009
Icaro
la canzone dei Litfiba

(http://sssuccubusss.deviantart.com/art/Icaro-106561961)


Ho costruito ali di cera per volare in alto, fuori da questo palco e fuori da questa competizione. Stanco di mettere azione che risultasse sterile, un punto nell’etere che si espande lontano. Copro con la mia mano il fuoco del sole che mi vuole frenare, ma sono più forte non temo la sorte temo solo i sorrisi appassiti. La luce è forte, i pensieri sopiti che tornano da lontano. Guardo ancora la mia mano e l’ombra che compie sul mio volto. Non penso dove sia il torto, nemmeno dove sia la ragione come se possederla cambiasse le cose. Appassiscono pure le rose e quando sono belle ti possono fare male. Sembrano artigli e sono solo piccole difese di un debole fiore. Ma io ora volo in alto, stanco di scegliere e con più voglia di essere scelto. Un misero deserto intorno al mio cuore, fatto di nulla e assente di ogni rumore. Icaro vola, vola sempre più in alto del calore non ti curare, le ali reggono e le hai fatte con cura. Non ti curare di essere solo e non avere paura del tuo volo. Icaro il caldo, icaro le ali sono fatte di cera… icaro?

ciao

FAbio
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martedì, 28 luglio 2009

Ventotto volte il primo bacio


 

 

Come cambiano le cose, come cambiano le spose che nemmeno le cime più tempestose. Cambia il senso di ogni cosa che vedi, cambi tutto dalla testa ai tuoi piedi. Ma certe cose restano dentro, certe cose non cambiano anche se cambia il vento. Un bacio, un altro e un altro ancora senza più guardare nemmeno l’ora. Accompagnarti fino a dove potevo per stare insieme anche solo dieci minuti, riempirti di baci con la speranza di vederti tornare. Sapevo che era uno sbaglio, sapevo che sarebbe stato impossibile. Ma non volevo fosse un abbaglio, una situazione ipersensibile. Scavo nel sentire di quel momento, mi chiedo se fosse inganno o solo tormento. Apro il petto ed estraggo il cuore ora non fa più rumore è passato solo tanto tempo. Lo guardo e mi sembra spento. Ventotto volte il primo bacio, ventotto metro saranno passate. Andarmene senza voltarsi. Ventotto segni che porto sulla pelle, ventotto cicatrici o solo ventotto stelle. Non ne vedo nemmeno una in questa notte senza fortuna. Ventotto amori, ventotto cuori e ventotto baci. Ventotto emozioni per cuori davvero audaci.


ciao


Fabio
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sabato, 13 giugno 2009

Bottiglie rotte tra i piedi dei bambini

 

 


Bottiglie rotte per strada, non vedo chiaro ovunque vada. Gente che urla un misto di disperazione e delusione, amarezza e rabbia. Come costruire un castello con la sabbia quando non hai nulla vicino. Quanto il nemico è il tuo vicino, che ti guarda traverso come se fossi diverso. Solo la voglia di un mondo migliore a partire dal tuo interno. L’unica rivoluzione che fa un bel rumore quella dell’umanità che grida costante il suo sentirsi distante dal fumo che resta dopo un giorno di festa dove si è divertito uno solo. Sapore di conquista che lascia solo amaro nella tua gola. Non posso chiudere gli occhi sapendo che succede in ogni momento ovunque giri la mia testa, ovunque posi i mie occhi che vorrebbero vedere solo sorrisi. Ma succede in ogni momento anche adesso sta succedendo e noi davvero cosa vogliamo fare? Chiudere gli occhi e la testa girare verso le cose che sono facili? Alla sabbia per costruire il castello basta aggiungere l’acqua e diventa cemento. Costruiamo davvero qualcosa insieme?

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martedì, 02 giugno 2009

L’esatto istante


 

 

 

L’esatto istante in cui tutto è cambiato me lo ricordo come se non se ne fosse mai andato. In cui il mio mondo si è colorato anche se perdevo il punto di riferimento del mio sogno, il giusto coronamento che avevo desiderato ma non difeso dall’incedere delle mie sofferenze spesso indecenze e amarezza. L’esatto istante in cui ti ho perduta e ho dubitato di averti avuta. Immagine ormai compiuta che ti dissolvi nel mio cuore, senza fare troppo rumore restano solo gocce di sangue. Non ho più le mie domande non oppongo certezze, vorrei solo delle carezze che arrivino profonde e mi tendano la mano. Mistero sovrano di ogni mia inquietudine, ho sconfitto anche la solitudine di ogni mia parola. Tu ora sei sola, sei tornata tante volte con volti e corpi diversi ma sempre con gli stessi occhi. Li potrei disegnare o fotografare come se non l’avessi già fatto. L’esatto istante in cui tutto è stato disfatto in cui ho iniziato a costruire il ritorno per il lieto fine. E invece è sempre lo stesso partire lontano quando vorrei che l’amore fosse tutto intorno e restano solo domande, anche davanti allo spettacolo della mia vita che ora è senza ferita, rigenerata e davvero solida ricostruita.


ciao


Fabio
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martedì, 28 aprile 2009

Cos’è un uomo

 

 

Cos’è un uomo se non il senso di quello che costruisce, quando ogni buco si ostruisce o quando ogni sogno torna sereno? Hai fatto il pieno in questa vita distratta, storia soddisfata ma che non rende il giudizio di quello che ti ha lasciato la vita che è andata. Puntata dopo puntata, come in tavolo dove punti sulle tue carte senza avere rimorsi ne vecchi discorsi. Io ti trovo dietro ogni cosa, che fai la smorfiosa e giochi con quello che sento dentro. Ma non esce fuori perché a volte fa male, male ricordare tutto quello che non ho digerito, non mi nascondo dietro il dito che a volte vorrei mostrarti. Mia stupida compagna, solita lagna che cerchi di farmi cambiare direzione, amareggiando ogni mia supposizione. Cosa sono se non quello che ho costruito, carne e sangue del mio corpo per confuire in questo piccolo gioiello. Vorrei lasciare il mondo più bello per il questo piccolo principe che non domanda e mi guarda come solo lui sa fare. Cosa posso dimostrare se non con la mia vita, ogni giorno come se fosse l’ultimo senza risparmiare, senza dolore, senza risentimento, senza fraintendimento dove è chiaro quello che faccio. Lo so a volte è solo un miraggio... I did it my way

ciao

Fabio
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martedì, 28 aprile 2009

Cos’è un uomo

 

 

Cos’è un uomo se non il senso di quello che costruisce, quando ogni buco si ostruisce o quando ogni sogno torna sereno? Hai fatto il pieno in questa vita distratta, storia soddisfata ma che non rende il giudizio di quello che ti ha lasciato la vita che è andata. Puntata dopo puntata, come in tavolo dove punti sulle tue carte senza avere rimorsi ne vecchi discorsi. Io ti trovo dietro ogni cosa, che fai la smorfiosa e giochi con quello che sento dentro. Ma non esce fuori perché a volte fa male, male ricordare tutto quello che non ho digerito, non mi nascondo dietro il dito che a volte vorrei mostrarti. Mia stupida compagna, solita lagna che cerchi di farmi cambiare direzione, amareggiando ogni mia supposizione. Cosa sono se non quello che ho costruito, carne e sangue del mio corpo per confuire in questo piccolo gioiello. Vorrei lasciare il mondo più bello per il questo piccolo principe che non domanda e mi guarda come solo lui sa fare. Cosa posso dimostrare se non con la mia vita, ogni giorno come se fosse l’ultimo senza risparmiare, senza dolore, senza risentimento, senza fraintendimento dove è chiaro quello che faccio. Lo so a volte è solo un miraggio... I did it my way

ciao

Fabio
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lunedì, 20 aprile 2009

Ha chiuso il cinema Maestoso

 

 

 

 

Milano perde ogni suo sogno, ogni sua profondo desiderio d’illudersi con una bella favola. Hanno chiuso il cinema con un nome un po’ sbruffone che fa tanto Milano d’illustrazione. Quante storie d’amore, quanti drammi e quante farse. Quante sorrisi stampati di comparse. Quanti “ti amo” gettati al vento da chi non sa dare un peso ad un sentimento per poi dare le parole in bocca ad un qualsiasi cinema americano. Illuso e lontano come tutte quelle cose che la distanza rende facili. Come le parole al vento a qualcuno che in realtà non si conosce davvero. Stupido pensiero di contrasti tra due scuole di pensiero. Uno virtuale e uno vero. Ma il virtuale prende il sopravvento, la mente mente e il cuore sembra contento. Ti raccontano favole a lieto fine, tutto questo ti rende più facile il dormire? Capisco il senso del desiderio di vivere storie di grandi amori senza un reale impegno, senza avere davvero uno scopo una costruzione. Chissà che grande emozione e aspettativa, chissà che meraviglia in prospettiva. Ma i sogni chiudono da tempo qui a Milano, chiude il cinema chiude la mia mano. Passo e guardo colmo di ricordi, seduto su una sella ad aspettarti. È passato tanto tempo da quel sabato pomeriggio, tanto davvero e tanta distanza. Non c’è nulla che colmi i sogni dentro una stanza. Passo e guardo due ragazzi intenti a baciarsi, passo guardo e sorrido mentre li vedo allontanarsi in due direzioni diverse. Nessuno si gira a guardarsi indietro. Vedo solo il viso di lui che sorride da solo. Strano destino tumultuoso: ha chiuso anche il cinema Maestoso.


ciao


Fabio
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lunedì, 23 marzo 2009

Guardo Milano

 

 

 

 

Guardo questo cielo che illumina questo tramonto, trapuntandolo di colori in fondo verso Milano. Si spegne prima qui il giorno andando da oriente verso occidente. Ma da li muore il giorno mentre ad oriente nasce il sole del mattino. Dal tuo oriente da me che non sono più così vicino al tuo cuore pulsante di grandi arterie trafficate. Mi guardi con sfida con il tuo sguardo spento pronto a correre dietro al nuovo vincitore straniero. Ma è stupido il mio pensiero geloso di chi ti ha tanto amata, di chi ti ha tanto desiderata ma alla fine tradita perché non era amore quello che mi davi. Ora che d’amore parli a vanvera per chiunque. Strana città che credevo mia e ora che guardo da lontano non sento più il tuo richiamo se non scavo in fondo al mio cuore. Non sono io il traditore, io che me ne sono andato non tanto lontano per trovare l’equilibrio e il sapore dell’aria da respirare. Quando con te ogni gesto era un pretesto per creare confusione. Ogni angolo girato un nuovo agguato. Ti guardo da lontano depredata e sola, in piedi solo con i sogni lontani che su sai solo richiami di sirene che la tua mente crea. Forse mi sbaglio o forse ho ragione, il tempo come al solito ne sarà testimone. Mia bellissima città io resti in disparte, preferisco un caldo nido sincero ad ogni promessa che non dura che lo spazio di qualche giornata. Non sei stata una grande fidanzata.

ciao

Fabio


***


Ascoltando i Marillion - Kayleigh



 


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categoria:gelosia, essere, fabio
venerdì, 13 marzo 2009

È successo!

http://fabioricci.deviantart.com/art/my-spring-is-near-115678296

 

 

 

Cos’è successo? di ogni nostro gesto ora che resti perplesso, guardando le cose che girano gli echi che ti deridono. Soffoca il suono delle parole dette, delle promesse eterne immense cisterne che quando apri la porta di metallo le trovi desolatamente vuote. Girano le ruote di questa macchina che corre senza sosta, cercando uno spazio per valutare ogni proposta concreta. Butti la chiave della porta segreta che custodivi con tanta cura, la scorza più dura ogni volta. Ancora una nuova giravolta e ti chiedi se sia facile riprogrammare il cuore con tutto quello che ci vuole. Ma poi pensi ancora una volta che ne valga la pena, che è una ruota che gira liberata dalla sua catena. Senza più pena ne pedali, guardi gli altri commensali in questo locale dove è cambiata la gestione. Non è abitudine è gusto che cambia, come se cambia la mano che si occupa della cucina. Un pizzico di spezie variano il risultato finale di ogni pietanza. Vorrei uscire da questa stanza e gridare forte il mio grido d’aiuto. Ma resto trattenuto come quando nuotavo sott’acqua per cercare tesori dispersi. Restano solo i miei versi e le mie parole che non sono facili da interpretare. Giro ancora questa canzone che se l’ascolti colora le mie parole. Resta in fondo il mio saluto, resta quello che sono e che ho voluto. Resta quello che ho sbagliato, resta quello che ho perso e resta quello che ho guadagnato.

 

Ascolto questa bella canzone e lascio lo spazio al mio blues

ciao

Fabio




 

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martedì, 10 febbraio 2009

Sei anni



 

Cade questa goccia incessante come la vita che ho davanti. Un muro di sguardi e contraddizioni, le nostre piccole situazioni mentre goccia dopo goccia l’acqua ritorna a dare vita alla terra. Gravida di un brulicare di voglia di tornare a germogliare in questo febbraio così bagnato. L’ho sognato questo germoglio nuovo che grida il suo bentornato alla vita. Tanto il buio è profondo tanto il mattino è vicino. Tornerà il verde e voleranno le farfalle, tornerà la voglia di raccontare le favole ai bambini. Giochi sospesi e amici vicini, ricerche tra i trifogli di un diverso meraviglioso perché diverso dagli altri e che per questo porta fortuna a chi lo trova. Nasce nuova la speranza a partire dalle mie dita che in questa stanza danzano veloci tra un tasto e l’altro. Chiuso in questo silenzio dentro, cullato dalla musica fuori non sento odori profumo solo di colori. Ritorna ancora viva e felice come non sei mai stata, questa volta aggiusteremo tutto, questa volta sarà diverso.


ciao Simona sono già passati sei anni


Fabio
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venerdì, 16 gennaio 2009

Appartenenza

 

 

 

 

Non si potrebbe fare senza una qualsiasi sorta di appartenenza. Una sorta di filo che ci legherebbe in un club esclusivo al quale saresti come adesivo. Adiacenze che non generino differenze ma solo appartenenze. Un colore che sia tutto per noi, una generazione solo di eroi e il resto tutto da buttare. In fondo al mare, come una distanza che non si possa colmare. Una musica comune, una sorta di costume. A favore di questi e contro tutto il resto. Quasi composto in questo sottobosco che genera aberrazioni note con il nome di generazioni. Non sono stato ne questo ne quello, non ho avuto nessuno come modello. Sono cresciuto guardando il mondo che girava intorno non sentendomi ne pietanza ne contorno. Unico tra tanti e tanto tra gli unici. In fondo questi sono solo versi, dedicati a quelli che sono davvero diversi essendo quello che sono senza marchi ne confini, senza giacche o golfini che siano di riconoscimento. Sono qui a governare il mio tormento e i miei pensieri, oggi come ieri. Scendo le scale di questo mio stare in quello che credo, in quello che vedo, in quello che sento in quello che mi emoziona.

 

Me lo fai un sorriso?


ciao


Fabio
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