sabato, 13 giugno 2009

Bottiglie rotte tra i piedi dei bambini

 

 


Bottiglie rotte per strada, non vedo chiaro ovunque vada. Gente che urla un misto di disperazione e delusione, amarezza e rabbia. Come costruire un castello con la sabbia quando non hai nulla vicino. Quanto il nemico è il tuo vicino, che ti guarda traverso come se fossi diverso. Solo la voglia di un mondo migliore a partire dal tuo interno. L’unica rivoluzione che fa un bel rumore quella dell’umanità che grida costante il suo sentirsi distante dal fumo che resta dopo un giorno di festa dove si è divertito uno solo. Sapore di conquista che lascia solo amaro nella tua gola. Non posso chiudere gli occhi sapendo che succede in ogni momento ovunque giri la mia testa, ovunque posi i mie occhi che vorrebbero vedere solo sorrisi. Ma succede in ogni momento anche adesso sta succedendo e noi davvero cosa vogliamo fare? Chiudere gli occhi e la testa girare verso le cose che sono facili? Alla sabbia per costruire il castello basta aggiungere l’acqua e diventa cemento. Costruiamo davvero qualcosa insieme?

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martedì, 02 giugno 2009

L’esatto istante


 

 

 

L’esatto istante in cui tutto è cambiato me lo ricordo come se non se ne fosse mai andato. In cui il mio mondo si è colorato anche se perdevo il punto di riferimento del mio sogno, il giusto coronamento che avevo desiderato ma non difeso dall’incedere delle mie sofferenze spesso indecenze e amarezza. L’esatto istante in cui ti ho perduta e ho dubitato di averti avuta. Immagine ormai compiuta che ti dissolvi nel mio cuore, senza fare troppo rumore restano solo gocce di sangue. Non ho più le mie domande non oppongo certezze, vorrei solo delle carezze che arrivino profonde e mi tendano la mano. Mistero sovrano di ogni mia inquietudine, ho sconfitto anche la solitudine di ogni mia parola. Tu ora sei sola, sei tornata tante volte con volti e corpi diversi ma sempre con gli stessi occhi. Li potrei disegnare o fotografare come se non l’avessi già fatto. L’esatto istante in cui tutto è stato disfatto in cui ho iniziato a costruire il ritorno per il lieto fine. E invece è sempre lo stesso partire lontano quando vorrei che l’amore fosse tutto intorno e restano solo domande, anche davanti allo spettacolo della mia vita che ora è senza ferita, rigenerata e davvero solida ricostruita.


ciao


Fabio
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martedì, 28 aprile 2009

Cos’è un uomo

 

 

Cos’è un uomo se non il senso di quello che costruisce, quando ogni buco si ostruisce o quando ogni sogno torna sereno? Hai fatto il pieno in questa vita distratta, storia soddisfata ma che non rende il giudizio di quello che ti ha lasciato la vita che è andata. Puntata dopo puntata, come in tavolo dove punti sulle tue carte senza avere rimorsi ne vecchi discorsi. Io ti trovo dietro ogni cosa, che fai la smorfiosa e giochi con quello che sento dentro. Ma non esce fuori perché a volte fa male, male ricordare tutto quello che non ho digerito, non mi nascondo dietro il dito che a volte vorrei mostrarti. Mia stupida compagna, solita lagna che cerchi di farmi cambiare direzione, amareggiando ogni mia supposizione. Cosa sono se non quello che ho costruito, carne e sangue del mio corpo per confuire in questo piccolo gioiello. Vorrei lasciare il mondo più bello per il questo piccolo principe che non domanda e mi guarda come solo lui sa fare. Cosa posso dimostrare se non con la mia vita, ogni giorno come se fosse l’ultimo senza risparmiare, senza dolore, senza risentimento, senza fraintendimento dove è chiaro quello che faccio. Lo so a volte è solo un miraggio... I did it my way

ciao

Fabio
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martedì, 28 aprile 2009

Cos’è un uomo

 

 

Cos’è un uomo se non il senso di quello che costruisce, quando ogni buco si ostruisce o quando ogni sogno torna sereno? Hai fatto il pieno in questa vita distratta, storia soddisfata ma che non rende il giudizio di quello che ti ha lasciato la vita che è andata. Puntata dopo puntata, come in tavolo dove punti sulle tue carte senza avere rimorsi ne vecchi discorsi. Io ti trovo dietro ogni cosa, che fai la smorfiosa e giochi con quello che sento dentro. Ma non esce fuori perché a volte fa male, male ricordare tutto quello che non ho digerito, non mi nascondo dietro il dito che a volte vorrei mostrarti. Mia stupida compagna, solita lagna che cerchi di farmi cambiare direzione, amareggiando ogni mia supposizione. Cosa sono se non quello che ho costruito, carne e sangue del mio corpo per confuire in questo piccolo gioiello. Vorrei lasciare il mondo più bello per il questo piccolo principe che non domanda e mi guarda come solo lui sa fare. Cosa posso dimostrare se non con la mia vita, ogni giorno come se fosse l’ultimo senza risparmiare, senza dolore, senza risentimento, senza fraintendimento dove è chiaro quello che faccio. Lo so a volte è solo un miraggio... I did it my way

ciao

Fabio
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lunedì, 20 aprile 2009

Ha chiuso il cinema Maestoso

 

 

 

 

Milano perde ogni suo sogno, ogni sua profondo desiderio d’illudersi con una bella favola. Hanno chiuso il cinema con un nome un po’ sbruffone che fa tanto Milano d’illustrazione. Quante storie d’amore, quanti drammi e quante farse. Quante sorrisi stampati di comparse. Quanti “ti amo” gettati al vento da chi non sa dare un peso ad un sentimento per poi dare le parole in bocca ad un qualsiasi cinema americano. Illuso e lontano come tutte quelle cose che la distanza rende facili. Come le parole al vento a qualcuno che in realtà non si conosce davvero. Stupido pensiero di contrasti tra due scuole di pensiero. Uno virtuale e uno vero. Ma il virtuale prende il sopravvento, la mente mente e il cuore sembra contento. Ti raccontano favole a lieto fine, tutto questo ti rende più facile il dormire? Capisco il senso del desiderio di vivere storie di grandi amori senza un reale impegno, senza avere davvero uno scopo una costruzione. Chissà che grande emozione e aspettativa, chissà che meraviglia in prospettiva. Ma i sogni chiudono da tempo qui a Milano, chiude il cinema chiude la mia mano. Passo e guardo colmo di ricordi, seduto su una sella ad aspettarti. È passato tanto tempo da quel sabato pomeriggio, tanto davvero e tanta distanza. Non c’è nulla che colmi i sogni dentro una stanza. Passo e guardo due ragazzi intenti a baciarsi, passo guardo e sorrido mentre li vedo allontanarsi in due direzioni diverse. Nessuno si gira a guardarsi indietro. Vedo solo il viso di lui che sorride da solo. Strano destino tumultuoso: ha chiuso anche il cinema Maestoso.


ciao


Fabio
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lunedì, 23 marzo 2009

Guardo Milano

 

 

 

 

Guardo questo cielo che illumina questo tramonto, trapuntandolo di colori in fondo verso Milano. Si spegne prima qui il giorno andando da oriente verso occidente. Ma da li muore il giorno mentre ad oriente nasce il sole del mattino. Dal tuo oriente da me che non sono più così vicino al tuo cuore pulsante di grandi arterie trafficate. Mi guardi con sfida con il tuo sguardo spento pronto a correre dietro al nuovo vincitore straniero. Ma è stupido il mio pensiero geloso di chi ti ha tanto amata, di chi ti ha tanto desiderata ma alla fine tradita perché non era amore quello che mi davi. Ora che d’amore parli a vanvera per chiunque. Strana città che credevo mia e ora che guardo da lontano non sento più il tuo richiamo se non scavo in fondo al mio cuore. Non sono io il traditore, io che me ne sono andato non tanto lontano per trovare l’equilibrio e il sapore dell’aria da respirare. Quando con te ogni gesto era un pretesto per creare confusione. Ogni angolo girato un nuovo agguato. Ti guardo da lontano depredata e sola, in piedi solo con i sogni lontani che su sai solo richiami di sirene che la tua mente crea. Forse mi sbaglio o forse ho ragione, il tempo come al solito ne sarà testimone. Mia bellissima città io resti in disparte, preferisco un caldo nido sincero ad ogni promessa che non dura che lo spazio di qualche giornata. Non sei stata una grande fidanzata.

ciao

Fabio


***


Ascoltando i Marillion - Kayleigh



 


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venerdì, 13 marzo 2009

È successo!

http://fabioricci.deviantart.com/art/my-spring-is-near-115678296

 

 

 

Cos’è successo? di ogni nostro gesto ora che resti perplesso, guardando le cose che girano gli echi che ti deridono. Soffoca il suono delle parole dette, delle promesse eterne immense cisterne che quando apri la porta di metallo le trovi desolatamente vuote. Girano le ruote di questa macchina che corre senza sosta, cercando uno spazio per valutare ogni proposta concreta. Butti la chiave della porta segreta che custodivi con tanta cura, la scorza più dura ogni volta. Ancora una nuova giravolta e ti chiedi se sia facile riprogrammare il cuore con tutto quello che ci vuole. Ma poi pensi ancora una volta che ne valga la pena, che è una ruota che gira liberata dalla sua catena. Senza più pena ne pedali, guardi gli altri commensali in questo locale dove è cambiata la gestione. Non è abitudine è gusto che cambia, come se cambia la mano che si occupa della cucina. Un pizzico di spezie variano il risultato finale di ogni pietanza. Vorrei uscire da questa stanza e gridare forte il mio grido d’aiuto. Ma resto trattenuto come quando nuotavo sott’acqua per cercare tesori dispersi. Restano solo i miei versi e le mie parole che non sono facili da interpretare. Giro ancora questa canzone che se l’ascolti colora le mie parole. Resta in fondo il mio saluto, resta quello che sono e che ho voluto. Resta quello che ho sbagliato, resta quello che ho perso e resta quello che ho guadagnato.

 

Ascolto questa bella canzone e lascio lo spazio al mio blues

ciao

Fabio




 

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martedì, 10 febbraio 2009

Sei anni



 

Cade questa goccia incessante come la vita che ho davanti. Un muro di sguardi e contraddizioni, le nostre piccole situazioni mentre goccia dopo goccia l’acqua ritorna a dare vita alla terra. Gravida di un brulicare di voglia di tornare a germogliare in questo febbraio così bagnato. L’ho sognato questo germoglio nuovo che grida il suo bentornato alla vita. Tanto il buio è profondo tanto il mattino è vicino. Tornerà il verde e voleranno le farfalle, tornerà la voglia di raccontare le favole ai bambini. Giochi sospesi e amici vicini, ricerche tra i trifogli di un diverso meraviglioso perché diverso dagli altri e che per questo porta fortuna a chi lo trova. Nasce nuova la speranza a partire dalle mie dita che in questa stanza danzano veloci tra un tasto e l’altro. Chiuso in questo silenzio dentro, cullato dalla musica fuori non sento odori profumo solo di colori. Ritorna ancora viva e felice come non sei mai stata, questa volta aggiusteremo tutto, questa volta sarà diverso.


ciao Simona sono già passati sei anni


Fabio
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venerdì, 16 gennaio 2009

Appartenenza

 

 

 

 

Non si potrebbe fare senza una qualsiasi sorta di appartenenza. Una sorta di filo che ci legherebbe in un club esclusivo al quale saresti come adesivo. Adiacenze che non generino differenze ma solo appartenenze. Un colore che sia tutto per noi, una generazione solo di eroi e il resto tutto da buttare. In fondo al mare, come una distanza che non si possa colmare. Una musica comune, una sorta di costume. A favore di questi e contro tutto il resto. Quasi composto in questo sottobosco che genera aberrazioni note con il nome di generazioni. Non sono stato ne questo ne quello, non ho avuto nessuno come modello. Sono cresciuto guardando il mondo che girava intorno non sentendomi ne pietanza ne contorno. Unico tra tanti e tanto tra gli unici. In fondo questi sono solo versi, dedicati a quelli che sono davvero diversi essendo quello che sono senza marchi ne confini, senza giacche o golfini che siano di riconoscimento. Sono qui a governare il mio tormento e i miei pensieri, oggi come ieri. Scendo le scale di questo mio stare in quello che credo, in quello che vedo, in quello che sento in quello che mi emoziona.

 

Me lo fai un sorriso?


ciao


Fabio
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domenica, 14 dicembre 2008

Goccia

 

 

 

Goccia dopo goccia si frantuma anche la roccia. La tua rabbia oscura copre il sole e nega la natura. Il solco tracciato è una linea demarcata sul quale hai messo filo spinato. Chiusa dentro la tua vita non mi fai più entrare, se mai mi hai fatto entrare davvero. Fitto mistero che ti circonda il cuore, non sento più rumore non lo sento più battere. Non più odore della pelle non più sogni ne più stelle. Nero anche nel sogno lontano, nero anche per un abbraccio sul divano. Quando dormivo sereno sul tuo seno. Guardarlo ora è solo veleno. Sono solo ricordi hai messo distanza e filo spinato. Resti rinchiusa nel giardino nel quale ho tanto amato.


ciao


Fabio
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lunedì, 24 novembre 2008

La prosopopea del pomo

 

 

 

Mi guardo intorno e vedo correre un sacco d’immagini che non lasciano nulla da immaginare. L’estetica del riccio che rende ricco chi la formula è solo un bel titolo per qualcosa che forse dovrei leggere se non preferissi scrivere. Condisco questo discorso per confondere te che leggi e mi segui, se sei abbastanza intelligente da seguire fino a questo punto e non hai smesso di leggere dopo le prime due righe allora ti concedo la mia mano. Entra piano è solo un giocare di parole e trasmettere sensazioni. Ma quando mi perdoni di avere sbagliato? Ho fatto solo una cosa giusta nella mia vita ed è stato scegliere te. Ma torniamo a confondere le acque, a seminare mistero con le parole che scorrono da sole, sotto le mie dita. Arte infinita di chi degli specchi è sempre stato grande arrampicatore. Forse a questo punto potrei parlare del disprezzo di chi ha preceduta e dal nulla che ti ha seguita. Di chi sento che sta buttando la sua vita, ma non è certo affare mio. Lento desio e lenta combustione, tante parole che non hanno seguito nei fatti e nella sua vita. Ma chi conosce il meccanismo di causa effetto lo sa, che è solo questione di tempo. Ti riprendo per mano e ti porto fuori da queste ultime parole, ne ho cancellate alcune, per fortuna non sono vergate indelebili ma di backspace ritrattabili. Lo so, se sei ancora qui a leggere significa che c’è curiosità di capire, ma ho detto molto in mezzo a queste elucubrazioni sgonfiate di una sensata ragione. Il titolo è una bufala lo confesso, serve per due cose: la prima ad attirare l’attenzione citando un libro famoso e la secondo è semplicemente una scusa per mettere queste foto di mele che ho fatto qualche giorno fa. Una domanda ed una affermazione. Di tutto questo parlare sono le uniche cose importanti: mi manchi



ciao

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giovedì, 20 novembre 2008

Poesia

 


(http://in-loving-memory.deviantart.com/art/Wake-me-up-102842065)


Ti cerco ovunque sei il pantone della vita mia, oh mia poesia. Il sorriso del mio cucciolo appena svegliato, con i suoi baffi di cioccolato della prima colazione. L’emozione di vedere il sole illuminare dal basso le lunghe ombre dei filari. Il colore di una fotografia, l’idea e la voglia di sentirti ancora mia. L’emozione che ti trasmette un quadro, le corde che tocca una intensa canzone. Il modo di sconfiggere la tue eudemonia, la mia bocca che si avvicina alla tua. Abbracciare con il cuore una persona che ami, della natura continuamente sentire i suoi richiami. Camminare per un bosco a cercarti ovunque in ogni scorcio, oh mia poesia. Intensa vibrante risonanza che percuote l’anima mia, il  profumo che sale dal piatto sotto il naso. Il sudore che ti gronda in cima alla montagna, l’aria pulita quando la trovi. Le mille tonalità che passano le foglie, un uomo che tiene per mano ancora la sua vecchia moglie. Quanto mi sei amica, oh mia Poesia.

ciao

Fabio
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venerdì, 14 novembre 2008

Zenchishiki*


( http://zuzitka.deviantart.com/art/Castle-39054279)

 

 

Grazie per ieri, lo sei davvero. Non sai quanto ti sono grato per quello che hai fatto ieri. Non sono neri pensieri ma trasformazione che lascia sciogliere l’illusione. Un percorso deciso, un volto e un percorso inviso a tutto il nostro ambiente. Non sono saccente e non me la sto più a raccontare da un pezzo. Diamante grezzo che è solo da tagliare, come una scultura prigioniera in un blocco di marmo. Io so bene di cosa parlo, vedo lontano grazie al mio cuore liberato. Mondato e ripulito anche se c’è sempre da lottare per l’oscurità che vorrebbe tornare. Ma io non mi arrendo e sto solo costruendo il castello della mia vita giorno per giorno. Un castello solido con mura maestose, merletti e stanze meravigliose adornate e ben arredate di quello che serve. Un castello stupendo ed è per me che lo sto costruendo, un castello che finito avrà una spazio preciso. Il re di questo castello avrà la sua meritata regina. Non ho più fretta.


ciao


Fabio


* è un concetto buddista, è il "buon amico"
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giovedì, 13 novembre 2008

Svegliaaaa!!! c’è scuola!

 

 http://lillcreeper.deviantart.com/art/Vampire-hmmm-could-be-4564964



Matteo:           “papà stravo facendo un sogno bellissimo”

Fabio:              “che sogno era amore?”

Matteo:           “la scuola bruciava!”

 


Buon giorno amore ti svegli nel tuo candore, nell’aria il tuo odore che ricorda da quel primo istante, in cui ho aperto l’incubatrice per toccarti. La mia mano sulla tua pelle, il tuo ansimare ribella di una vita che avevi preso per i capelli e io dicevo “dormi ora e fai sogni belli” sono passati quasi nove anni da quel momento, la vita ha fatto il suo percorso ma noi siamo sempre molto vicini. Non sempre è facile ma ci vediamo sempre più spesso e volentieri. Anche in questi giorni settimanali in cui c’è poco tempo per giocare. Doccia, mangiare e magari un film e poi a letto senza chiacchierare! La mattina la tua lenta carburazione e il mio “corri! Matteo corri!!!” d’ordinanza. Magari fosse vacanza sempre e solo stare insieme. Ieri in un disegno mi hai scritto quello che mi dici spesso, quello che io non ho mai detto ai miei genitori. Che uomo fortunato che sono a sentirmelo dire, il tuo amore sincero mi ripaga di tanti passati tormenti nel cuore. Non ci fossi stato tu la mia vita sarebbe molto diversa ed ora sarei in un paese lontano. Ma a tenermi qui ci sei tu, mio splendido candore. Non c’è nulla che competa quando mi abbracci e mi dici, che hai scritto nel disegno, “papà ti voglio bene”. Questi pensieri scorrono mentre la macchina corre, ma non troppo che piove, verso la tua scuola. Il cancello è ancora aperto, ti guardo entrare chiacchierando con degli altri bambini. Sto li finché non sei entrato salendo le scale. Ti guardo felice con questo immenso amore che sento.


ciao


Papy

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martedì, 04 novembre 2008

Il silenzio

(http://lotonero.deviantart.com/art/Eden-desire-101985142)



Si insinua lento in questa mia stanza, di solito scrivo sotto l’emozione di una musica. Ma questa sera è silenzio. Scovo rumori che non volevo sentire. Batte il cuore dell’orologio nella cucina con il suo tichettare costante. Ruota la ventola di questo mio computer. L’eco quasi sopito di macchine lontane, lo sferragliare dell’ultimo treno ancora più distante. Il palazzo dorme, credo dormano tutti da un pezzo. Null’altro è rumore e anche il telefonino tace. C’è solo la mia luce  a colorare questa notte appena battezzata da un filo di foschia che non chiamo nebbia per non offendere la nebbia vera, prima che arrivi domani a farmela pagare. Questa sera non ho voglia di poesie, non ho rabbia, amori o delusioni. Non ho voglia nemmeno di opinioni bislacche. Il ticchettare e la ventola ora sono l’unica musica che anima questi miei pensieri. Non è più ieri da trenta minuti. Io e il mio pc siamo qui seduti e ci teniamo compagnia. Non ho voglia di parole che sono sempre le stesse, di sentire lamentele o di ritrovare promesse. Quello che voglio è molto lontano.


ciao


Fabio
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